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Non so chi io sia
per tentare di interpormi tra te
e il tuo dolore...
E infatti temo di non avere nel mio bordone di pellegrino
né balsami né consolazioni ,
essendone privo per me stesso
e non troppo interessato
a faticose, forse vane
prometeiche ricerche...
Tantomeno possiedo il DNA di Sisifo.
La mia condanna è altra e la mia vita un altrove.
Se sono qui, però, a sproloquiare
è perché, son certo, chi mi guida
non è ancora la dea dell'indifferenza.
Non glielo consento
Affatto.
Così come non consento,
forse "Superbia" mi suggerisce e parla per me,
ad alcun "custode" di proteggermi.
Ho cercato tutta la vita solo Uno
Il Pastore Grande delle pecore
ma da tempo non si fa vedere
né sentire...
Egli gioca a nascondino...
Ma io ho perso il gusto di giocare
Ora il bambino che è in me è serio:
non ha voglia di scherzare
E' in caduta libera
e non gliene importa nulla.
Mi sorprendo a vivere...
ciò che ho sempre temuto...
Nuovi amplessi, amori nuovi
insieme agli antichi.
Io, una volta così etico, avidamente preciso
ordinato
ossessivo
concentrato...
Ora scevro da rimpianti,
memorie troppo invasive,
modelli, idee precise,
chiare.
Ancora impavidamente confuso,
fiero della mia unica ricchezza,
il cui nome è Povertà,
ma che molti chiamano Forza
della Debolezza,
avanzo verso mete oscure
ed ignote
come tutti.
Senza illusioni, senza troppa disperazione, amando come so e come posso, essendo "soltanto un uomo"
Niente di che
- Monon eis aner-
Mi chiedi se sono felice?
Rispondo: no!
Ultima ambizione: la Calma
Unici nemici:
il dolore inutile
l'agitazione perversa
l'insensata morte
Se vita insensata fu.
Troppo lungo, troppo prolisso,
troppo patetico...